Ultimi scampoli d'estate, e lo dico senza rimpianti.
Non sono mai stata un'amante della stagione calda, inutile negarlo. Ho una gran voglia di vento, stoffe calde in cui avvolgersi e accoccolarsi, pomeriggi piovosi in cui rifugiarsi in qualche caffè davanti ad un cappuccino fumante, di pomeriggi che imbruniscono presto, di luci artificiali che si riflettono sull'asfalto bagnato, e guanti, sciarpe e mare invernale che urla e biancheggia, per dirla alla Carducci.
Del resto, l'autunno porta per me anche una rinnovata voglia di fare, organizzare, progettare, di cui si è sentita decisamente la mancanza da queste parti, negli ultimi tempi. Un'estate oziosa è stata questa per me, non tanto nei gesti, ma nelle intenzioni. Non che sia rimasta inattiva, intendiamoci, ma odio fare le cose perchè devo farle, ho voglia di ritrovare un po' di entusiamo, negli impegni che mi prendo - lavoro o svago che siano.
Intanto, neanche a chiederlo, si prospetta un settembre decisamente denso di attività e - complice, si diceva, l'autunno imminente - ben vengano gli impegni.
Alcune traduzioni squisitamente (si fa per dire) tecniche, e un paio di convegni a cui partecipare come interprete, uno a Pisa, e un altro a Napoli - con un pacco di abstract da studiare, e una miriade di nuovi termini da imparare a memoria. Mi piace arricchire la mia conoscenza dell'inglese con nuovi termini come : wireless transceivers, o Carrier-frequency Shift, possono sempre tornar utili. Sia mai che ti trovi in qualche sperduto paesino del Kent e tu debba chiedere ad un passante: Could you lend me your wireless transceiver, please?
Vitale, oserei dire :P
Scherzi a parte, mi piace lavorare per i convegni, ho conosciuto alcune persone decisamente interessanti con questo lavoro, tipo un ingegnere Texano di sessant'anni che addirittura mi fece una proposta di matrimonio dopo una settimana che lo conoscevo. O_o
Voleva che lo seguissi a Houston, così, senza dire né ai, né bai, peccato che non avessi alcuna intenzione, né di sposare l'ingegnere texano sessantenne e sovrappeso, né di seguirlo a Houston a fare la mogliettina italiana trapiantata.
Comunque è divertente, e poi ho voglia di muovermi un po', la vita stanziale non fa per me, ormai questo l'ho imparato.
A settembre poi, riprendono anche le prove con il gruppo e gli allenamenti, e a dire il vero non vedo l'ora di rivedere le mie ragazze e ricominciare a pianificare il programma delle gare. Ci sarebbe anche un corso per la Federazione Ginnastica d'Italia da fare per aggiornamento (e per poter presenziare in giuria al Cariprato), ma dio solo sa se avrò il tempo di farlo, e alcune esibizioni da programmare con le mie vecchie compagne di squadra. Bisogna che smaltisca la ciccia messa su durante l'estate o in pedana, invece di saltare, mi metterò a rotolare, ecco.
Son spettacoli edificanti anche questi.
Stasera invece, cena in quel di Porto Venere, in un ristorante a cui si arriva solo via mare. Vengono a prendre i clienti con una barchetta, non è delizioso? Godiamoci l'aria di mare che la sera comincia a diventare fresca, ('bless it!), le impervie stradine liguri e le luci della base militare adagiata sulla costa come una specie di capodoglio arenato.
Godiamo e basta.